martedì 20 novembre 2007

il gladiatore


mi ha molto colpito sentire l intervista a Russel Crowe, il gladiatore...
Alla domanda dell intervistatore , di che cosa ha paura , se ha paura, il gladiatore?

sentire la sua risposta che faceva più o meno cosi

"bhè, nella vita ho avuto tante cose e ho affrontato tante situazione e non ho mai avuto molot paura. Sicuramente il fatto di avere dei figli mi rende vulnerabile in un modo che non avrei mai saputo immaginare. Cosa desidero di più adesso non è il successo ma il bene per mia moglie e per i miei figli"

L affetto rende vulnerabile perchè porta all esterno il nostro essere, in quel esterno dove non esiste il nostro totale controllo, ma occorre fiducia nel futuro e abbandono a quel sentimento chiamato Amore (ovvero "a" = particella di negazione + "more" ovvero Che Non Muore)

dove si va sta sera?


immaginatevi deboli nelle gambe e con la testa non più molto lucida.
Non vi è concesso l uso della macchina per spostarvi e le energie che avete, sono canalizzate in quello che avete sempre fatto nel corso di una vita...le piccole azioni e i pensieri che alla fine fanno si che la vostra vita prendesse un senso...
magari non una vita piena di vittorie o successi ma comunque con una logica e con qualche grande battaglia a cui partecipare...

immaginatevi un po' più vecchi e stanchi, dicevo, in un paesino...
vi potete riposare e forse non vi importa molto di vedere gente...
ma condividere le sensazioni che vivete, fossero solo la vecchiaia o la stanchezza ...quello è nella natura umana, l avere bisogno di scambio con il genere umano, intendo...
ebbene, dove andreste?
trovereste persone o locali dove le generazioni si mescolano e c è spazio anche per la vostra?

sembra che i locali per anziani siano solo le case di riposo, i bar e le partite a carte...forse qualche centro anziani...pieno di dischi rotti!

possibile? dove andremo quando saremo vecchi??

posso accettare di farmi di nuovo la pipi addosso per la prostata ma di diventare un mollusco sociale proprio mi spiacerebbe...

martedì 9 ottobre 2007

stordito


lo so, a volte ci sono momenti in cui si è più vulnerabili...
dicono che in giro ci sono continuamente batteri e virus, nell aria , ovunque attorno a noi... ma che in realtà diventiamo ammalati solo quando il nostro organismo, per un motivo o per l altro, diventa meno impermeabile...
cosi credo funzioni per le parole...ci sono giornate che posso dirti di tutto, anche gran figlio di troia, che la cosa veramente non mi tocca...
e poi ci sono giornate in cui, chissà perchè, il tuo sistema immunitario è meno pronto...e cosi alla terza volta che sento un commento della serie " ma tu sei sempre cosi?" (scusa, cosi come?)
" e ma sei stordito già di tuo"
dopo tutto il lavoro che sto facendo su di me, il lavoro sui pensieri positivi, l analisi , il clown eccetera...lo so, lo so che non dovrebbe fregarmene più di tanto però...
ma scusate...di me non avete proprio capito un cazzo...

martedì 11 settembre 2007

via dalle macchine



mi ha fatto riflettere e sorridere parlare con mia madre stasera.

Lei arriva da una cultura contadina e riconosce e apprezza molto le fasi e i cicli della natura, cosi il lavoro dell uomo sulla natura...

cosi mi raccontava stupita di come un trattore nel prato di fianco ha raccolto il fieno tutto in meno di un ora!

E per giunta si è trattato del lavoro di una persona sola, quando ai suoi tempi ci volevano giorni e molte persone con il rastrello in mano...

D altro canto,dice lei, per assurdo in giro si vedono molti più rovi e rive erbose trascurate

forse perche la gente non se ne cura...

ma forse e soprattutto perché... le macchine non ci possono arrivare...

giovedì 30 agosto 2007

cin cin !




i pazienti alcolizzati di solito li mando alla "alcoholic anonimous", perchè questa associazione può ottenere risultati migliori dei miei.


Una volta un alcolizzato venne da me e disse: " i miei nonni da parte di entrambi i genitori, erano alcolizzati; i miei genitori erano alcolizzati; i genitori di mia moglie erano alcolizzati; mia moglie è un alcolizzata e io ho avuto il delirium tremens ben undici volte. Mi sono stufato di essere un alcolizzato. Anche mio fratello è un alcolizzato. Certo, sarò un osso duro per lei; cosa pensa di poter fare?"


Gli chiesi che lavoro faceva.


"quando non sono brillo lavoro in un quotidiano. E in un quotidiano l alcol è un rischio professionale".


"Va bene" dissi " Lei vuole che io faccia qualcosa per tutta questa storia. Guardi, ciò che le suggerisco le sembrerà strano, ma vada al Giardino Botanico. Là si fermi a guardare i cactus e mediti che i cactus riescono a sopravvivere tre anni senz acqua, senza pioggia. E ci rifletta su molto."


Molti anni dopo venne da me una giovane donna che mi disse:


"signor Erickson, Lei mi ha conosciuta quando avevo tre anni. andai in California quando avevo tre anni.Ora mi trovo a Phoenix e sono venuta a vedere che razza di uomo è lei, che aspetto ha."


"Dia pure una bella occhiata "dissi io" però sono curioso di sapere perchè vuole tanto guardarmi".


"Chiunque resca a mandare un alcolizzato al Giardino Botanico a guardarsi attorno, perchè impari a tirare avanti senz alcol, e che riesca a farglielo imparare, è il tipo d uomo che voglio vedere!" disse "Mia madre e mio padre non hanno mai più bevuto da quella volta che lei mandò mio padre laggiù"


"E ora suo padre che lavoro fa?"


"lavora in una rivista"


Effettivamente, quello fu un bel modo di curare un alcolizzato.fargli ammirare la capacità dei cactus di sopravvivere tre anni senza pioggia.


Vedete, potete parlare quanto vi pare dei vostri libri di testo.


Oggi imparate questo pezzo. Domani imparate quell altro. Vi dicono fate così e così.


Ma in realtà quello che dovreste fare è guardare il vostro paziente, e capire che tipo d uomo o di donna) è; e poi trattarlo in un modo che risponda al suo problema, al suo problema che è qualcosa di unico.





(tratto da "la mia voce ti accompagnerà" M.H.Erickson (ipnoterapeuta))

mercoledì 29 agosto 2007

senso senza se


scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scriverescrivere scrivere vere vere vere vere
...
più ripeto la parola e più si svuota di senso
e più si riempie di senso e più si svuota di senso....
prova con un altra parola
parola parola parola parola parola parola parola parola parola rolapa rolaparolaparolapapapaprolaparola
senti che svanisce quello che pensi tu voglia dire
per restare un suono, od un verso...
e capisco a volte, senza le parole giuste a raccontarlo, che il senso è qualcosa che va oltre la parola, rimbalza più in fondo e non è più il dire o il fare ma quanto noi siamo in grado di lasciarci prendere ...o vibrare...
aaaaaaaaaaaahahahahahahahahahahahahah
(questa è una risata o un urlo demoniaco?)
(come al solito dipende...)

domenica 5 agosto 2007

equilibrio


è una cosa che ci ragiono da un po'.
più cerco la perfezione e più trovo l imperfezione
più cerco di generalizzare e più trovo casi che vanno fuori dagli schemi.
E parlare con le persone mi fa rendere conto che ognuno ha imparato a camminare
trovandosi le sue regole, o accettando alcune di quelle che ha trovato sulla strada.
creandosi un suo equilibrio.
cosi ogni tanto mi vien da pensare: ma chi sono io per dire che sia giusto cosi, piuttosto che in un altra maniera???
mi vien da pensare a quel tipo che andando a Pisa e guardando la Torre ha cominciato a chiedersi "...e se avesse ragione lei?"
rispetta l equilibrio
sempre e comunque.
è una magia della fisica e della matematica